20 ottobre 2009

Quote #two

And some hearts are ghosts settling down in dark waters
just as silt grows heavy and drowns with the stones

Some hearts are ghosts settling down in dark waters
just as silt grows heavy and drowns with the stones

Alela Diane - White As Diamonds
(To Be Still)

Il ladro di opportunità

Ricordo che alle elementari, la votazione andava da insufficente a ottimo.
Tra il 'sufficiente' e il 'buono' però potevi prendere anche un discreto.
Se dovessi darmi un voto sarebbe proprio questo: discreto.

La carriera accademica va discretamente, i voti che prendo negli esami sono nella media.
La mia giornata è fatta di tanti piccoli momenti discreti ognuno dei quali ha la sua storia.
Ma ancora più importante agisco con discrezione: parlo ma non troppo, per non annoiare; critico ma non troppo, per non interferire; sono sincera ma non troppo per non urtare.

Sono prevalentemente contenta della mia esistenza discreta.
Certe volte però la discrezione è innaturale. Ad esempio quando t'innamori, vorresti soltanto essere tutt'altro che discreto. Essere te stesso fino in fondo.
Ma a quanto pare nemmeno negli affari sentimentali posso permettermi di non essere discreta.
Anche se prima di oggi a mezzogiorno, pensavo davvero che la mia opportunità fosse a portata di mano.
La sceneggiatura calzava alla perfezione.
Ma a volte, quando pensi che ormai nulla possa sorprenderti (non in senso negativo se non altro) proprio in quell'attimo nel quale ogni cosa sembra servita, pronta per il gran finale, arriva il fattore esogeno che destabilizza tutto.

Allora eccolo il mattone. Solido "parallelepidico" alto 15cm, lungo 40, profondo 25.
Apri la bocca, chiudi gli occhi, il mattone viene inserito violentemente e contro la volonta' del soggetto passivo, dritto dritto giù per la gola. Non puoi far altro che ingoiare e lo sai.
Prima o poi gli spigoli del solido si aggiusteranno alla forma della cavità, ed il mattone continuerà il suo viaggio lungo l'apparato digerente.

Non prendetevela tutti voi, non c'è niente di personale. E' così e sempre sarà e basta.
Gelosia e Invidia, rosicchiano il mio stomaco come gatti che giocano con una cavalletta.
Non è perchè è stato preso qualcosa di mio.
Ma questo altro ha colto l'opportunità che io avrei dovuto cogliere.
Mi ha spinto giù dal palco prima che il sipario si aprisse, ed ora tutti applaudono.
Ma quella era la mia opportunità. Me la meritavo.
Inoltre mancavano solo 2 settimane, 2 fottutissime settimane.
E allora avrei saputo, finalmente. Sì o no. Non importa, ciò che importa è sapere.

E quindi ancora una volta.
Sono qui davanti al computer. Sguardo fisso sul monitor. Dita sui tasti.
Tento più volte di scrivere qualcosa, qualcosa che non ti faccia capire che ciò che mi hai comunicato è stata un pugnalata allo stomaco, in quanto questo ti ferirebbe.
Qualcosa che allo stesso tempo ti trasmetta il mio stato, non l'hai ancora capito che ti amo?!
Perchè vorrei urlarlo al mondo.

Ma questo ovviamente non sarebbe discreto.
Vorrei solo che non mi venisse da piangere.

Non è colpa tua.
E' così, e basta.

7 ottobre 2009

Letters from the underground #one

Why does everyone know what's up with me, except myself?!

Do they think they know, or do they just know?!

The truth is I'm a coward.

5 ottobre 2009

Quote #one

" [...] Porsi due biglietti da mille e comprai il tronchesino, che era corredato di un piccolo fodero di pelle nera. Il padrone mi diede alcuni spiccioli di resto e si rimise a riparare il frullatore. Su un piatto bianco erano disposte delle viti in ordine di grandezza. Sembravano tutte molto felici.

Dopo quell'acquisto, tornai alla macchina e mi misi ad aspettare la bibliotecaria ascoltando i Concerti di Brandeburgo. Mi chiesi come mai quelle viti sul piatto mi erano parse tanto contente... Forse perchè avevano smesso di far parte di un frullatore e avevano ritrovato la loro indipendenza di viti. Oppure per loro era una gioia trovarsi su un piatto bianco. In ogni caso era stato bello trovar loro l'aria felice. [...]"

Murakami Haruki, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, 1985
(pp. 450-451)