4 giugno 2008

Marcire

Mercoledì sera marcisco.
seduta in poltrona divento humus,
concime per il basilico secco sul davanzale.
Le mani tremano,
sono muscoli che saltellano di tanto in tanto
è la festa di decomposizione per me.
Vampate di calore
le ultime ad attraversare il mio corpo
penso di avere la febbre, ma non importa.
Sento la sua delusione da attraverso il muro
le note che mi accompagnano sono disperate
tendono le braccia verso una salvezza lontana.
Troppo lontana per afferrare le dita stanche.

I libri sul tavolo mi chiamano
stentatamente evito di rispondere
l'indomani saranno ancora lì ad aspettarmi.
Mi chiedo se la mia metà sar paziente,
e come fare a sbattere tutto fuori
richiudere rapidamente e tornare indietro,
o andare a vanti come più vi pare.
Mi sta evitando,
non lo posso sopportare.

Senza la mia metà,
marcisco sola, lenta.
Se solo sapessi, voglio urlarlo al mondo.
Prendere il foglio mal scritto
posarlo sul tuo cuscino.
Mi coricherei forse, marcendo un po' meno.

Ma ho dato la mia parola.
Ora dissolvo,
la mia lealtà mi tiene per mano, cosi credo.

Ma in realtà marcisco.